Una delle domande che spesso si pone un trader è come pagare le tasse sui proventi della propria attività di trading. Purtroppo a volte si chiede consiglio all’amico dell’amico che non è correttamente informato invece di rivolgersi a un bravo commercialista.

Le tasse nel trading  comprendono il maggior valore che si viene a creare tra il capitale finanziario investito inizialmente rispetto al capitale finale ottenuto alla conclusione dell’operazione. Tale valore prende il nome di capital gain, o plusvalenza finanziaria.

Come funziona la tassazione sul capital gain?

Occorre naturalmente conoscere le differenze tra i due regimi fiscali a cui è possibile assoggettare il capital gain. Sono due i diversi regimi fiscali : il regime dichiarativo e il regime amministrato.

REGIME DICHIARATIVO

Il regime dichiarativo è un regime fiscale di tassazione del capital gain in cui il trader calcola e versa autonomamente le imposte nel rispetto delle scadenze previste dalla dichiarazione dei redditi.

Il regime dichiarativo ha come oggetto i redditi diversi ottenuti dal contribuente grazie alla differenza tra corrispettivo percepito e costo d’acquisto riconosciuto fiscalmente,il riferimento normativo sono gli articoli 67 e seguenti del TUIR.

In italia la tassazione attuale sul capitale gain equivale al 26% ( dal 1 luglio 2014 ).

VANTAGGI E SVANTAGGI…

Sicuramente uno dei vantaggi è il tempo : con questo tipo di regime, il trader che ha ottenuto un capital gain andrà a versare le imposte soltanto un anno dopo.

Nel frattempo il trader può reinvestire in modo produttivo il guadagno in conto capitale ottenuto, magari incrementandone ulteriormente i rendimenti.

Lo svantaggio invece con il regime dichiarativo è dato dalla complessa gestione che comporta una serie di obblighi formali e sostanziali per il contribuente/investitore : ovviamente aumentano in misura direttamente proporzionale alle operazioni effettuate.

Di conseguenza si presuppone una profonda conoscenza della normativa fiscale da parte del trader, o in alternativa … l’assunzione di un bravo commercialista!

REGIME AMMINISTRATO

In alternativa, il trader può decidere di aderire alla tassazione con il regime fiscale del risparmio amministrato.

La tassazione del capital gain con questo regime è a carico dell’intermediario e viene effettuata con una ritenuta d’acconto alla fonte a titolo definitivo, per cui l’intermediario assume la veste di sostituto d’imposta.

In questo caso quindi il trader incassa un capital gain al netto della ritenuta d’acconto, ed è esonerato da ulteriori obblighi di natura sostanziale e formale poiché è lo stesso intermediario a dover segnalare all’Agenzia delle Entrate il rapporto di amministrazione.

VANTAGGI E SVANTAGGI…

Come prima per il regime dichiarativo , anche quello amministrato ha vantaggi e svantaggi :

Il principale vantaggio del regime amministrato è dato dalla facilità, proprio poiché il capital gain viene dichiarato e pagato dall’intermediario finanziario ( broker ).

Il principale svantaggio invece consiste nel tempo. Mentre con il regime dichiarativo si può disporre di un lungo periodo del proprio rendimento, nel regime amministrato la tassazione avviene immediatamente su ciascuna operazione.

TASSAZIONE DEL CAPITAL GAIN : I PAESI EUROPEI CONVENIENTI

Come detto prima , in Italia la tassazione sul capital gain equivale al 26%, ma quali altri paesi europei permettono un livello di tassazione più basso?

  • Andorra : l’imposta sul capital gain è del 10%.
  • Malta : non esiste capital gain, ma un imposta fissa del 12% sul trasferimento dell’attività detenuta.
  • Bulgaria : il capital gain è del 10%, come l’imposta sul reddito personale.
  • Ungheria : l’imposta sul capital gain è al 15% ma diventa più bassa in base a quanto tempo si possiede l’asset.
  • Serbia : l’imposta sul capital gain è del 15% per i residenti e aumenta al 20% per i non residenti.

Spingendoci invece fuori dall’europa, in paesi come Hong Kong e Singapore, non viene prevista alcuna tassazione per capital gain ( ehi ma già stai facendo le valigie? ) .